20/12 2025 – 3/5 2026
Curator | Maria Dolores Picciau
Musei civici di Palazzo Buonaccorsi | Macerata | Italia
La mostra presenta un’ampia ricostruzione del percorso condiviso di Lia Drei e Francesco Guerrieri, mettendo in relazione ricerca teorica, pratica pittorica e contesto storico. Il progetto espositivo nasce dall’ampliamento di un precedente nucleo di opere e si concentra su oltre quarant’anni di attività dei due artisti, legati da una comune impostazione metodologica e da un dialogo costante sul linguaggio della pittura.
Il percorso prende avvio dalla fondazione del gruppo Sperimentale P nel 1963, esperienza nata dalla rottura con il Gruppo 63 e orientata al superamento dell’Informale e dell’Op Art intesa come esito ottico-decorativo. Attraverso un manifesto pubblicato su Marcatré, il gruppo definì una linea di lavoro fondata sull’integrazione tra arte, scienza e tecnologia, concependo l’opera come strumento di conoscenza e come dispositivo di analisi della percezione. In questa fase si afferma una concezione della pittura come sistema strutturato, basato su modularità, serialità e controllo dei processi visivi.
Al centro della ricerca di Drei e Guerrieri si colloca lo studio della percezione, in dialogo con la Psicologia della Gestalt e con la fenomenologia. L’obiettivo comune era la costruzione di un linguaggio intersoggettivo, capace di porre artista e osservatore in una relazione percettiva condivisa. Il riferimento alla realtà non viene abbandonato, ma sottoposto a trasformazione: Drei opera attraverso la scomposizione geometrica e l’analisi spazio-cromatica, mentre Guerrieri sviluppa sequenze modulari fondate sulla ripetizione e sulla variazione, dando origine alle serie delle Continuità.
Il percorso espositivo documenta queste traiettorie parallele attraverso opere che segnano passaggi centrali della loro attività. Per Lia Drei sono presentati Cristallo trasgredito (1972), i libri d’artista della quadrilogia del triangolo rettangolo, legati alla ricerca sulla poesia visiva, e un gruppo di disegni che restituiscono le fasi di elaborazione del lavoro. Per Francesco Guerrieri sono esposte due versioni di Interno d’artista, di diverso formato, che testimoniano il rapporto tra struttura pittorica e immagine riconoscibile nel contesto della Metapittura.
Negli anni Ottanta, l’adesione alla Metapittura segna per entrambi una riflessione sul rapporto con la tradizione, intesa come campo di confronto e di verifica. In questa fase la pittura viene concepita come spazio mentale e simbolico, in dialogo con la memoria, la psicanalisi e riferimenti al pensiero di William Blake. Opere come Cielo e mare (1982) di Drei e Tre Tempi (1982) di Guerrieri, oggi nelle collezioni civiche, testimoniano questo orientamento.
La mostra evidenzia inoltre il legame tra i due artisti e la città di Macerata, avviato nel 1979 con la partecipazione alla rassegna Verifica tra due decenni e consolidato con le esposizioni del 1981 e del 1982 curate da Elverio Maurizi. Questi passaggi hanno contribuito in modo determinante alla ricezione critica del loro lavoro e alla sua collocazione nel dibattito teorico del periodo.
Nel suo insieme, l’esposizione propone una lettura articolata del contributo di Lia Drei e Francesco Guerrieri alla ricerca pittorica del secondo Novecento, restituendo la coerenza di un percorso fondato sull’analisi della percezione, sul rapporto tra figura e struttura e sul valore conoscitivo dell’immagine.